Agrisicilia accelera sulla sostenibilità e punta su una filiera sempre più digitalizzata, tracciabile ed efficiente. L’azienda siciliana specializzata nella lavorazione degli agrumi ha avviato un piano di investimenti mirato all’integrazione delle tecnologie di Industria 4.0, con l’obiettivo di migliorare le performance produttive, ridurre i consumi energetici e contenere l’impatto ambientale.
Al centro di questo percorso c’è un ecosistema digitale integrato che oggi governa il cuore della produzione. Il nuovo impianto 4.0, dotato di macchinari di ultima generazione, è gestito attraverso un sistema centralizzato intelligente capace di ottimizzare i cicli di lavoro e utilizzare energia solo quando serve davvero. Il risultato è una produzione più efficiente, più controllata e più coerente con gli obiettivi di sostenibilità industriale.
La digitalizzazione coinvolge l’intera filiera, dal conferimento della materia prima fino al prodotto finito. In questo modo Agrisicilia rafforza la tracciabilità digitale dei processi, in linea con gli standard certificati BRC, IFS e ISO 22005, trasformando un adempimento normativo in un elemento distintivo di qualità e tutela del prodotto. Per un’azienda che lavora agrumi e trasformati legati all’identità territoriale siciliana, trasparenza e controllo diventano così un valore competitivo oltre che produttivo.
Un altro snodo decisivo riguarda l’energia. Una quota importante del fabbisogno dello stabilimento viene coperta da fonti rinnovabili, grazie a un impianto fotovoltaico da 350 kW, capace di generare mediamente 1,5 MW al giorno. Un apporto che contribuisce in modo significativo all’autosufficienza energetica del sito produttivo e riduce il ricorso a fonti tradizionali.
Accanto al tema energetico, Agrisicilia interviene anche su una delle risorse oggi più delicate per l’industria alimentare: l’acqua. L’azienda ha infatti installato un sistema innovativo di recupero che consente di riutilizzare l’acqua impiegata nella fase di raffreddamento del pastorizzatore. Si tratta di un passaggio importante soprattutto nella lavorazione delle marmellate, dove la pastorizzazione rappresenta una fase cruciale del ciclo produttivo. Il riuso dell’acqua consente di abbattere gli sprechi e di gestire in modo più razionale una risorsa sempre più preziosa.
Le innovazioni introdotte riguardano anche i processi termici. Le cotture a bassa temperatura, oltre a preservare meglio le proprietà naturali delle materie prime, consentono una riduzione del fabbisogno energetico complessivo. A questo si aggiunge la completa coibentazione dell’impianto, pensata per migliorare l’isolamento termico, limitare le dispersioni e massimizzare l’efficienza.
«Per noi la sostenibilità non è solo un principio guida, ma un impegno concreto che si traduce in investimenti, innovazione e attenzione continua alle risorse del nostro pianeta», afferma Sofia Mammana, amministratore unico di Agrisicilia. «Con l’implementazione dell’impianto 4.0, l’adozione di tecnologie per il recupero, l’ottimizzazione energetica e la completa digitalizzazione dei processi produttivi, dimostriamo che è possibile coniugare tradizione, innovazione e rispetto dell’ambiente».
Questo modello produttivo viene già applicato a tutta la linea di marmellate di agrumi Agrisicilia, tra cui la marmellata di arancia rossa di Sicilia IGP, la marmellata di limoni di Siracusa IGP, la marmellata di arancia di Ribera DOP e la marmellata di mandarino tardivo di Ciaculli. La logica è quella di mantenere elevato e costante lo standard qualitativo, valorizzando al tempo stesso l’origine delle materie prime e le caratteristiche organolettiche dei diversi agrumi siciliani.
Dalla selezione delle materie prime fino alla lavorazione, ogni fase è costruita per conservare gusto, profumi e identità del prodotto. In questo quadro, la sostenibilità non resta uno slogan, ma diventa un elemento sempre più integrato nella strategia industriale dell’azienda: più efficienza, più controllo della filiera, minore impatto ambientale e maggiore tutela del valore dei prodotti siciliani.

