Un vigneto abbandonato non rappresenta soltanto una produzione agricola perduta. La progressiva scomparsa delle coltivazioni può modificare anche la gestione del suolo, del paesaggio e delle aree rurali. Sui Nebrodi, il recupero della viticoltura di montagna pone una questione che riguarda direttamente il futuro delle aree interne: la possibilità di mantenere attività agricole in territori dove le condizioni ambientali rendono più difficili gli investimenti.
La vite potrebbe tornare a occupare alcuni di questi terreni, attraverso produzioni specializzate capaci di valorizzare le caratteristiche della montagna. Il tema sarà al centro della masterclass sugli spumanti di montagna e sulla vitivinicoltura eroica dei Nebrodi, prevista sabato 3 ottobre al Festival del Giornalismo Enogastronomico. A guidare l’incontro sarà Gianni Giardina, enologo dell’Istituto regionale del vino e dell’olio e ambasciatore della Viticoltura Eroica CERVIM.
Dalla gestione dei terreni alla conservazione del paesaggio
La coltivazione della vite può contribuire alla gestione dei territori montani attraverso la presenza continuativa degli agricoltori e la manutenzione delle superfici produttive.Nei vigneti in pendenza, le modalità di lavorazione del terreno assumono un ruolo particolare. La gestione della copertura vegetale, la regimazione delle acque e la manutenzione dei terrazzamenti possono contribuire a contenere i fenomeni erosivi.
L’IRVO ha individuato nella difesa del suolo una delle possibili ricadute della viticoltura di montagna. In particolare, l’istituto ha richiamato l’importanza degli inerbimenti permanenti nella conservazione del terreno e il ruolo delle superfici coltivate nella gestione delle aree rurali. I benefici dipendono tuttavia dalle tecniche agricole utilizzate e dalle caratteristiche dei singoli appezzamenti. Un vigneto realizzato senza un’adeguata gestione delle pendenze e delle acque può produrre effetti differenti rispetto a una coltivazione progettata per conservare il suolo. Il recupero della vite deve dunque essere valutato all’interno di una strategia di gestione del territorio, che tenga conto delle condizioni ambientali e delle attività agricole già presenti.
La continuità delle coltivazioni dipende dalla sostenibilità economica
La tutela del paesaggio e la produzione agricola sono strettamente collegate. Un vigneto richiede manutenzione, interventi periodici e presenza umana. Queste attività possono contribuire alla cura delle superfici rurali soltanto se l’impresa dispone delle risorse necessarie per mantenerle. Per i Nebrodi, la possibilità di sviluppare produzioni vitivinicole specializzate rappresenta quindi un tema economico e territoriale.
Gli spumanti di montagna potrebbero offrire una prospettiva di valorizzazione per alcuni vigneti d’alta quota, ma il successo produttivo non può essere separato dai costi di coltivazione e dalle condizioni di accessibilità dei terreni. Il recupero della viticoltura può contribuire a preservare il paesaggio agricolo dei Nebrodi, a condizione che la produzione di vino sia in grado di garantire continuità alle aziende. Senza una base economica sostenibile, anche il ritorno della vite rischia di trasformarsi in un intervento temporaneo.

