Des Palmes, il Marsala torna protagonista: cena degustazione con Cantine Florio

Florio marsala

Il Grand Hotel et Des Palmes torna a incrociare la storia dei Florio partendo dal vino. Il prossimo 22 aprile alle 20, il Neobistrot dell’albergo palermitano ospiterà una cena degustazione realizzata con Cantine Florio: non una semplice sequenza di abbinamenti, ma un percorso pensato per riportare il Marsala dentro un racconto gastronomico attuale.

L’idea di fondo è chiara: togliere il Marsala dall’angolo dei vini da meditazione o da fine pasto e rimetterlo al centro della tavola, facendone il filo conduttore dell’intero menu. Una scelta che, nel contesto del Des Palmes, ha anche un valore simbolico. Perché qui la memoria dell’ospitalità palermitana si intreccia con una delle famiglie che più hanno segnato l’identità economica e culturale della Sicilia moderna.

Un menu costruito attorno al vino

La cena porta la firma dello chef Giuseppe Sole e si muove lungo una linea precisa: far dialogare cucina e Marsala senza separare nettamente i due piani. Il vino entra nella struttura del percorso e non resta confinato al ruolo di accompagnamento.

L’avvio è affidato a un drink Florio, lettura contemporanea del Marsala, insieme a un amuse-bouche di baccalà, limone e olive nere. Poi il menu entra nel vivo con la capasanta scottata, asparago e crema di basilico, proposta insieme al Marsala Vergine Riserva 2009 della Linea Classic.

Il primo piatto è un tortello ripieno di scampo con bisque e burrata al limone, mentre il secondo punta su un filetto di maialino cotto a bassa temperatura al Marsala con verdure al salto, in abbinamento al Marsala Superiore Riserva Semisecco 2009 della Linea Premium.

Il finale si divide in due passaggi: una ghiaccia al timo e limone, pensata come intermezzo fresco e pulito, e una mousse al cioccolato fondente con mandorle sabbiate accompagnata dal Marsala Superiore Riserva Semisecco 2001 della Linea Exclusive.

Il Des Palmes e il ritorno di una regia siciliana

La serata si inserisce in una fase nuova per il Grand Hotel et Des Palmes. Da poco più di un anno, infatti, l’hotel è tornato nelle mani di una proprietà siciliana dopo oltre un secolo. Un elemento che il gruppo Mangia’s rivendica anche come parte della strategia di rilancio del luogo.

«Da poco più di un anno una famiglia siciliana torna a essere proprietaria, a distanza di 120 anni, di uno dei luoghi iconici di Palermo, il Grand Hotel et Des Palmes», afferma Marcello Mangia, presidente e ceo di Mangia’s. «La missione del gruppo è far tornare questo monumento dell’ospitalità ai suoi fasti del passato e, in questo percorso, accogliere collaborazioni eccellenti della nostra terra. Con Cantine Florio iniziamo un partenariato sancito da questo evento e ne siamo davvero onorati».

Il punto, al di là della singola cena, è proprio questo: usare la ristorazione e il vino per costruire alleanze coerenti con l’identità del luogo, evitando l’effetto cartolina e provando invece a dare sostanza a un racconto siciliano credibile.

Marsala, da vino della memoria a vino del presente

Anche Cantine Florio spinge su questa chiave. L’obiettivo dichiarato è restituire al Marsala una centralità che negli anni si è spesso affievolita, soprattutto nel rapporto con la cucina contemporanea.

«Questa esperienza nasce dalla volontà di restituire al Marsala il suo ruolo originario, quello di grande vino capace di dialogare con tutta la cucina e con i linguaggi contemporanei», sottolinea Claudia Guarino per Cantine Florio. «Il Des Palmes rappresenta il luogo ideale per questo racconto: uno spazio in cui la storia della famiglia Florio incontra una visione attuale dell’ospitalità e della cultura del vino».

È qui che la serata assume un significato più ampio. Perché mette insieme due marchi forti dell’immaginario siciliano, ma soprattutto prova a spostare il discorso sul Marsala fuori dalla nostalgia. Dalla verticalità del Vergine alla maggiore morbidezza del Semisecco, fino alla profondità delle riserve più evolute, il vino diventa materia viva, non reliquia.

Il messaggio che arriva da Palermo è netto: il Marsala non appartiene solo al passato. Può tornare a giocare una partita importante nella ristorazione di qualità, a patto che venga rimesso in circolo con linguaggi, contesti e proposte capaci di parlarne al presente.


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