Non il pistacchio nel gin, ma il pistacchio prima ancora che diventi frutto. È da questa intuizione che nasce GINUP Evolution, il prodotto sul quale FastucUP, startup di Caltanissetta, sta concentrando oggi una parte importante della propria ricerca: un distillato realizzato utilizzando le gemme della pianta e presentato dall’azienda come il primo gin al mondo ottenuto con gemme di pistacchio siciliano.
Una differenza che non è soltanto semantica. Nel mercato degli spirits, dove negli ultimi anni sono aumentati gin aromatizzati, infusioni e contaminazioni con ingredienti mediterranei, FastucUP prova infatti a percorrere una strada diversa: non aggiungere semplicemente al distillato il gusto riconoscibile del pistacchio, ma lavorare su componenti della pianta fino adesso sostanzialmente estranee a questo settore.
È qui che il progetto diventa interessante anche al di là del singolo prodotto. La startup ha costruito la propria ricerca attorno a un principio piuttosto preciso: considerare l’intera pianta del pistacchio come una materia prima da esplorare, tentando di ottenere prodotti diversi dal frutto, dalle gemme, dal mallo e perfino dalla resina. Una sorta di laboratorio applicato a una delle colture più fortemente associate all’immagine agroalimentare della Sicilia.
Il risultato non è soltanto il gin. Nel catalogo FastucUP ci sono anche le FastuBeer, birre artigianali prodotte utilizzando il mallo, nella versione Original, e la resina di pistacchio nella versione Resin. Ma è soprattutto GINUP Evolution a rappresentare in questa fase l’ambizione del progetto: trasformare un elemento poco considerato della pianta in un ingrediente capace di costruire un prodotto autonomo e riconoscibile.
Alla base c’è una filiera interamente siciliana. La materia prima arriva infatti dall’entroterra dell’Isola e in particolare dall’azienda agricola La Fastuchera. È da qui che provengono frutto, gemme, mallo e resina utilizzati nelle diverse sperimentazioni. Una scelta che consente all’azienda di legare strettamente sviluppo del prodotto e territorio, evitando che il richiamo alla Sicilia resti soltanto un elemento di marketing.
Dietro FastucUP ci sono Mariangela Galante, CEO e co-founder; Flavio Meloni, co-founder e imprenditore romano impegnato nello sviluppo strategico del marchio a livello nazionale; Francesco Riggi, co-founder e IT manager; e Giuseppe Cascio, socio e responsabile della produzione e della ricerca, con una lunga esperienza come enologo.
La domanda da cui tutto è partito, racconta Galante, è apparentemente semplice: che cosa si può ancora fare con il pistacchio che nessuno abbia già fatto?
“Cosa possiamo fare con il pistacchio che ancora nessuno ha fatto? Da lì è iniziato un percorso di ricerca che continua ancora oggi e che credo non finirà a breve. Crediamo che innovare significhi valorizzare ciò che abbiamo, senza inseguire mode ma costruendo prodotti capaci di raccontare davvero la Sicilia. Se un giorno qualcuno assocerà il nostro gin a Caltanissetta, avremo raggiunto il nostro obiettivo.”
È probabilmente proprio questo il passaggio più interessante dell’esperimento: provare a trasformare Caltanissetta e l’entroterra siciliano da semplici luoghi di produzione a elementi dell’identità di un prodotto. Un percorso non scontato in una regione dove la notorietà enogastronomica internazionale è spesso concentrata su pochi territori e su denominazioni già molto affermate.
La ricerca, naturalmente, è anche tecnica. Utilizzare gemme, resina o mallo significa lavorare su materie prime con caratteristiche molto diverse rispetto al frutto e trovare il modo di trasferirne profumi e peculiarità all’interno di una ricetta equilibrata.
“Ogni nuova ricetta è il risultato di prove, errori e tanta ricerca – spiega Cascio –. Abbiamo voluto esplorare parti del pistacchio che nessuno aveva mai pensato di utilizzare in questo modo. Le gemme, il mallo, la resina: elementi che fanno parte della pianta ma che, fino a oggi, non avevano trovato spazio nel mondo dei distillati. Il nostro lavoro è proprio questo: trasformare una materia prima straordinaria in qualcosa di inedito, senza alterarne l’identità. È una sfida tecnica, ma anche culturale, perché significa dimostrare che l’innovazione può nascere da un territorio spesso raccontato solo per la sua tradizione.”
Il progetto è stato raccontato lo scorso 3 giugno a Caltanissetta durante un incontro con clienti, partner e imprenditori. Per FastucUP è stata l’occasione per presentare non soltanto i prodotti, ma soprattutto il modello sul quale intende costruire la propria crescita. La startup era già entrata tra le 14 realtà innovative del Mezzogiorno selezionate da PwC e StartupItalia, un riconoscimento che ha contribuito a dare maggiore visibilità al progetto.
Adesso il passaggio successivo è quello del mercato. FastucUP punta alla partecipazione ai principali appuntamenti di settore, a partire dal Gin & Tonic Festival, con una tappa prevista a Milano a fine agosto, mentre l’obiettivo dichiarato è progressivamente internazionale: portare il distillato nato a Caltanissetta nei cocktail bar e sui mercati fuori dall’Italia.
La vera scommessa, però, non riguarda soltanto quante bottiglie riuscirà a vendere FastucUP. Riguarda la possibilità di dimostrare che attorno a una materia prima apparentemente già sfruttata in ogni possibile declinazione gastronomica esistono ancora spazi di innovazione. E che il pistacchio siciliano può smettere, almeno per una volta, di essere soltanto granella, crema o farcitura per diventare il punto di partenza di una ricerca completamente diversa.
Una ricerca che nasce nell’entroterra e che, nelle intenzioni dei suoi ideatori, punta molto più lontano.

