Planeta, 30 anni di Chardonnay: nasce la special edition con Claire Fontaine

Planeta

C’è un filo rosso – anzi, una fiamma – che lega i trent’anni dello Chardonnay Planeta alla contemporaneità. Una fiamma che arde sui device digitali, sullo schermo dei nostri smartphone, ma che racconta anche urgenze globali: guerre, incendi, crisi climatica. È questa la chiave simbolica che l’azienda vitivinicola siciliana ha scelto per celebrare una ricorrenza storica: la trentesima vendemmia del suo Chardonnay, uno dei vini che più hanno contribuito al rinascimento enologico dell’isola.

Venerdì 28 novembre, alle 17.30, nelle sale di Palazzo Butera a Palermo, Alessio Planeta ha presentato una edizione speciale del celebre bianco, realizzata in collaborazione con Claire Fontaine, collettivo artistico internazionale attivo da anni in Sicilia. Una bottiglia da collezione, prodotta in tiratura limitata, che inaugura un tour mondiale con tappe a Milano, Monaco, Tokyo, Londra e Stati Uniti. L’etichetta riproduce On Fire (2023), opera in cui la celebre emoji della fiamma diventa segno critico e poetico, tra entusiasmo digitale e memoria drammatica degli incendi legati al cambiamento climatico.

Un simbolo contemporaneo per un vino che ha fatto storia

«Gli emoji sono i geroglifici del presente», spiega Claire Fontaine. La fiamma che tutti usiamo per approvare, commentare, esprimere energia, oggi si carica anche di implicazioni profondamente politiche e ambientali. Così un gesto digitale apparentemente effimero diventa, nella visione dell’artista, uno strumento di consapevolezza collettiva.

Planeta sceglie questa ambivalenza come chiave per raccontare un vino che non è solo un prodotto, ma una storia familiare, agricola, culturale, radicata nel paesaggio di Menfi e Selinunte. Qui, negli anni Novanta, nacque l’impresa che avrebbe contribuito a ridisegnare l’immagine del vino siciliano nel mondo.

Il progetto con Claire Fontaine diventa così un incontro tra memoria rurale e immaginario digitale, tra estetica contemporanea e responsabilità ambientale. Un racconto che si intreccia con la filosofia dell’azienda, da sempre orientata alla sostenibilità, alla cura del territorio e all’idea di un’agricoltura come bene collettivo.

Il fuoco come responsabilità: un progetto per il paesaggio di Selinunte

La celebrazione della trentesima vendemmia non si limita all’etichetta artistica. È anche il punto di avvio di un intervento concreto sul territorio: l’itinerario “Una passeggiata lunga e magnifica”, un percorso nel paesaggio rurale del Parco Archeologico di Selinunte ideato con la curatela del prof. Giuseppe Barbera, dell’architetto paesaggista Tiziana Calvo e con la consulenza del botanico Manlio Speciale.

Un progetto di rigenerazione ambientale che riprende gli studi dell’archeologo Vincenzo Tusa, ridisegnando una narrazione del paesaggio che unisce storia antica e agricoltura contemporanea. Il percorso attraversa luoghi simbolo come le Case del Viaggiatore, il Baglio Florio, il santuario di Demetra Malophoros, le Case Gaggera, fino alle architetture rurali di Case De Sabato, Sinacore e Titone.

Ogni tappa prevede interventi minimi ma mirati: vegetazione autoctona, piante aridoresistenti, arredi essenziali, zone d’ombra e sosta integrate nel paesaggio. Una risposta, anche simbolica, alla “piaga degli incendi” che ogni anno devasta la Sicilia.

Il progetto sarà finanziato attraverso la vendita di una speciale edizione limitata di Jeroboam di Chardonnay 2024, firmata da Planeta e Claire Fontaine.

Alessio Planeta: «Un vino che ha segnato trent’anni della nostra storia»

«Vorremmo non solo festeggiare un vino che ci ha accompagnato per trent’anni – afferma Alessio Planeta – ma anche sottolineare il nostro modo di essere agricoltori nella contemporaneità: attenzione al paesaggio, al clima, alla cultura».

Lo Chardonnay Planeta è stato infatti una delle pietre angolari del rinnovamento enologico siciliano: la dimostrazione che un vitigno internazionale, se interpretato con rigore e creatività, può diventare voce autentica di un territorio.

Oggi quella storia si intreccia con l’arte, con la sostenibilità e con la valorizzazione del paesaggio agricolo e archeologico. Un modo per ribadire che la produzione agricola non è solo economia, ma anche cura del territorio, identità e responsabilità culturale.

Planeta: 17 generazioni tra agricoltura, cultura e ospitalità

Con 371 ettari di vigneto, 151 di oliveto, sette cantine distribuite tra Menfi, Sambuca, Vittoria, Noto, Etna e Capo Milazzo, Planeta è tra le realtà agricole più importanti della Sicilia. Un’azienda che ha scelto la sostenibilità integrale, dalla conversione biologica delle tenute alla Fondazione SOSTAIN, fino ai progetti culturali come Viaggio in Sicilia, residenza nomadica che porta artisti alla scoperta dell’isola.

All’enoturismo – dalla Foresteria di Menfi, premiata dalle guide gastronomiche, a Palazzo Planeta nel cuore di Palermo – si affiancano attività culturali e progetti identitari come Serra Ferdinandea e la valorizzazione di Castello Solicchiata, storica tenuta dei Feudi Spitaleri.

Un mosaico di luoghi, pratiche e narrazioni che fanno dell’azienda un caso di studio nel rapporto tra agricoltura, cultura e territorio.

Un anniversario che guarda avanti

La special edition di Chardonnay dedicata alla trentesima vendemmia non è soltanto un omaggio al passato, ma uno statement sul futuro: un invito a rileggere il rapporto tra uomo, natura e cultura attraverso linguaggi contemporanei, e un impegno concreto nella tutela del paesaggio.

Un racconto che parte dal vino – simbolo per eccellenza della trasformazione e del tempo – e si espande in un percorso che unisce arte, sostenibilità e rigenerazione territoriale.

Nel segno di una fiamma che non brucia, ma illumina.


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