Milano – Combattere lo spreco alimentare attraverso la tecnologia, la programmazione e la qualità. Con questa missione PlanEat, startup italiana nata nel 2020, ha chiuso un nuovo aumento di capitale da 2,7 milioni di euro, grazie al sostegno dei soci storici (StarTip, Mercurio Holding, HB4 e i founder) e all’ingresso di Sefea Impact SGR, fondo specializzato nell’impact investing.
Fondata da Nicola Lamberti, già ideatore di Trovaprezzi, Planeat propone kit alimentari porzionati, lavati e dosati per cucinare in casa e piatti pronti per i lavoratori, con l’obiettivo di ridurre gli sprechi e offrire una spesa più consapevole. I nuovi fondi serviranno ad accelerare lungo tre direttrici: lo sviluppo dell’offerta aziendale, l’espansione del servizio domestico e l’evoluzione della piattaforma tecnologica, cuore del modello operativo.
Una piattaforma per ridurre lo spreco e pianificare i pasti
Nel 2024 Planeat ha registrato una crescita del +50% rispetto all’anno precedente, chiudendo con 4,2 milioni di euro di fatturato, e punta a raggiungere i 7 milioni entro fine 2025. Nel frattempo, l’azienda ha salvato oltre 82 tonnellate di cibo, evitato 210 tonnellate di CO₂ e risparmiato 50 milioni di litri d’acqua.
Il mercato globale dei meal kit – in cui Planeat opera – ha toccato gli 18 miliardi di dollari, con un CAGR previsto del 12,4% tra il 2025 e il 2034. In Italia, però, la sfida è ancora più urgente: secondo l’Osservatorio Waste Watcher, ogni cittadino spreca circa 700 grammi di cibo a settimana, in peggioramento rispetto al 2023.
Una mensa diffusa per aziende e territori
Il piano di espansione prevede ora la vendita della piattaforma su scala nazionale e l’adattamento del software a nuovi scenari: “mense diffuse” che connettano ristoranti e aziende sul territorio, sistemi per la ristorazione su treni, aerei, ospedali, porti e campeggi, con la logica della programmazione e dell’ottimizzazione delle risorse.
«Il 62% del cibo si spreca dentro casa – spiega il CEO Nicola Lamberti – ed è irrecuperabile. La nostra piattaforma è nata proprio per prevenire lo spreco, offrendo il giusto pasto, nella giusta quantità. Ora vogliamo scalare questo modello ovunque: è un cambio culturale, oltre che tecnologico».
Educazione, impatto sociale e modello partecipativo
Planeat non è solo una startup alimentare, ma un’impresa che punta su valori sociali e ambientali misurabili. Ha già avviato il progetto “MenSana” di mensa scolastica su ordinazione in provincia di Pavia, e ha partecipato alla fiera “Fa’ la cosa giusta”, introducendo anche tra i più piccoli il concetto di programmazione dei pasti.
«Planeat – dichiara Mauro Zan di Sefea Impact – è l’esempio di un nuovo modo di fare impresa: partecipativo, equo e orientato all’impatto. Non solo riduce lo spreco, ma favorisce lavoro dignitoso e modelli di consumo responsabili. Per questo il nostro fondo ha deciso di entrare nel capitale e nel CdA».
L’azienda adotta un’organizzazione fondata sulla Holocracy, in cui ogni persona contribuisce in modo attivo e paritario allo sviluppo del progetto.
Clienti e partner di rilievo
Tra i clienti aziendali che hanno scelto Planeat nell’ultimo anno compaiono Bending Spoons, Fondazione Milano Cortina e Vivienne Westwood, segno che il mercato inizia a riconoscere l’efficacia del modello.
L’operazione di aumento di capitale è stata seguita sotto il profilo legale da Nicola Carù, partner di RPLT RP Legalitax.
Con questo round, Planeat si candida a essere uno dei protagonisti italiani dell’alimentazione sostenibile, dimostrando che meno sprechi può significare anche più valore per imprese, comunità e pianeta.
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