Gorghi Tondi nella Guida BIO 2026: quando il biologico diventa identità di territorio

Il vino biologico non è più una nicchia, né un’etichetta di comodo. È, sempre più spesso, una scelta strutturale che incide sul modo di coltivare, vinificare e raccontare un territorio. È in questa cornice che si inserisce la presenza di Tenuta Gorghi Tondi a “Un Mare di Foglie”, l’evento che il 24 gennaio a Roma, all’Hotel Villa Pamphili, accompagnerà la presentazione della Guida BIO 2026, l’unica guida nazionale dedicata esclusivamente ai vini da agricoltura biologica.

Un appuntamento che mette insieme produttori, storie e visioni diverse, ma unite da un punto fermo: il vino come espressione agricola prima ancora che commerciale. E Gorghi Tondi arriva a Roma con un biglietto da visita pesante: quattro riconoscimenti che raccontano un percorso coerente, costruito nel tempo, lungo la costa di Mazara del Vallo.

Miglior azienda del Sud: il valore della coerenza

Il Premio Speciale “Miglior Azienda del Sud d’Italia” assegnato dalla Guida BIO 2026 non fotografa solo la qualità dei vini, ma un’impostazione produttiva precisa. Annamaria e Clara Sala hanno scelto da tempo una viticoltura compatibile con l’ambiente: niente diserbanti, niente pesticidi chimici, gestione biologica certificata dei vigneti dal 2016.

Una scelta che oggi appare quasi inevitabile, ma che in realtà è stata anticipatrice. E che si riflette in vini capaci di restituire il carattere dei vitigni e del luogo: un territorio di confine tra terra e mare, dove la salinità, il vento e la luce mediterranea entrano nel bicchiere senza forzature.

Metodo Classico, Grillo e vendemmia tardiva: tre Foglie d’Oro

Accanto al premio aziendale, arrivano tre Foglie d’Oro, massimo riconoscimento della guida, per altrettanti vini che raccontano anime diverse della tenuta.

Il Metodo Classico Rosé Brut Nature 2021, da Pinot Nero in purezza, nasce da vigneti affacciati sul mare. È un rosé essenziale, giocato su finezza e tensione: piccoli frutti rossi, note floreali, accenti iodati e una chiusura sapida che richiama la costa.

Il Sicilia DOC Grillo Riserva Kheirè 2023 è invece un omaggio al vitigno simbolo dell’area di Mazara del Vallo. Proviene da un singolo vigneto di oltre trent’anni e affina a lungo sulle fecce fini, in parte anche in barrique. Un bianco profondo, strutturato, che punta sulla complessità e su una capacità di evoluzione non scontata per il grillo.

La terza Foglia d’Oro va al Sicilia DOC Vendemmia Tardiva Grillodoro, un vino raro nel panorama siciliano. È l’unico muffato da uve grillo prodotto nell’Isola e nasce solo in annate particolari, quando il microclima marino favorisce lo sviluppo della Botrytis Cinerea. Della vendemmia 2020, ormai esaurita, sarà proposta in degustazione la nuova annata 2021, accompagnata da un restyling dell’etichetta.

La raccolta tardiva, manuale e selettiva, riduce drasticamente le rese ma restituisce un vino di grande precisione: fiori d’arancio, gelsomino, miele, note di sottobosco e un sorso avvolgente, equilibrato da freschezza e da una chiusura salina che rimanda ancora una volta al mare.

Oltre i premi, una direzione chiara

I riconoscimenti della Guida BIO 2026 non sono solo medaglie da esibire. Raccontano una Sicilia del vino che lavora sulla qualità agricola, sulla sostenibilità come pratica quotidiana e non come slogan, e su un’idea di biologico che coincide con l’identità del territorio.

Per Forchetta24, Gorghi Tondi è un caso interessante proprio per questo: perché dimostra che il vino biologico, quando nasce da scelte coerenti e di lungo periodo, non è un compromesso, ma un modo più consapevole di fare cultura del cibo.


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