Food Economy

Cantine Ermes apre la vendemmia 2025

Con qualche giorno di anticipo sul calendario tradizionale, la vendemmia 2025 ha preso ufficialmente il via nei vigneti della Sicilia occidentale. A inaugurare la raccolta sono stati Pinot Grigio, Chardonnay, Viognier e uve destinate…

vendemmia Ermes

Con qualche giorno di anticipo sul calendario tradizionale, la vendemmia 2025 ha preso ufficialmente il via nei vigneti della Sicilia occidentale. A inaugurare la raccolta sono stati Pinot Grigio, Chardonnay, Viognier e uve destinate alle basi spumante. Un avvio che porta la firma di Cantine Ermes, la più grande realtà cooperativa italiana per estensione di vigneti biologici certificati, e che segna l’inizio di una campagna promettente, nonostante le sfide climatiche della primavera.

Un modello cooperativo che unisce sei regioni

Nei prossimi giorni la vendemmia coinvolgerà anche Puglia, Abruzzo, Emilia-Romagna, Veneto e Lombardia, confermando la vocazione multiregionale del gruppo. Un mosaico produttivo coordinato da una struttura cooperativa che mette al centro i 2.700 soci viticoltori, valorizzando il legame con il territorio e generando valore condiviso lungo tutta la filiera, dalla vigna alla bottiglia.

«La vendemmia è il momento più delicato e simbolico del nostro lavoro – racconta il presidente Rosario Di Maria –. Richiede attenzione, sensibilità e visione. La affrontiamo con spirito di squadra, rispetto per l’ambiente e l’impegno costante verso la qualità».

Il primato del biologico e la forza della sostenibilità

Cantine Ermes conta oggi oltre 14.394 ettari vitati, di cui 3.118 in biologico certificato: una delle più ampie superfici biologiche d’Italia. Un dato che non è solo numerico, ma esprime una visione agricola concreta, fatta di scelte agronomiche consapevoli, protocolli di sostenibilità integrata, e innovazioni sia in cantina che nel packaging.

Le prime varietà raccolte mostrano già un buon equilibrio tra zuccheri e acidità, favorito da condizioni climatiche ottimali nei vigneti collinari. Le previsioni sono positive per i vitigni a bacca bianca, come Grillo e Catarratto in Sicilia, e Glera in Veneto.

Numeri in equilibrio, aromi in crescita

Sul piano quantitativo, si stima una media tra i 70 e i 90 quintali per ettaro, in linea con gli standard degli ultimi dieci anni. Ma la vera scommessa resta quella qualitativa. «Ci aspettiamo un’ottima espressione aromatica nei nostri bianchi – aggiunge Di Maria –. La qualità guida ogni nostra scelta, dalla gestione del vigneto alla tempistica di raccolta».

Un’organizzazione flessibile e con lo sguardo all’estero

La dimensione cooperativa di Cantine Ermes è anche un vantaggio operativo. La raccolta è pianificata con precisione grazie a un sistema centralizzato di tracciabilità e controllo qualità. Ogni vigneto viene seguito con assistenza tecnica dedicata e una gestione personalizzata dei conferimenti, in base alle esigenze agronomiche di ogni zona.

Un’impostazione che consente alla cooperativa di coniugare identità locale e visione nazionale, con un’attenzione crescente ai mercati internazionali, dove i vini firmati Ermes vengono apprezzati per autenticità e coerenza territoriale.

Comunicazione, enoturismo e legame col consumatore

Per la vendemmia 2025 è previsto anche un piano di comunicazione integrato: dalle campagne estere agli incontri formativi con i soci, fino a un calendario di eventi in vigna e in cantina. Un modo per rafforzare la relazione tra chi produce e chi sceglie quei vini, valorizzando la trasparenza e la narrazione del prodotto.

La vendemmia come rito collettivo e visione del futuro

Nel tempo delle transizioni ecologiche e delle sfide climatiche, Cantine Ermes ribadisce la forza del suo approccio cooperativo: un modello che mette insieme economia, ambiente e comunità. La vendemmia, prima ancora che un evento produttivo, è un rito collettivo che parla di identità, di mani che lavorano insieme, di futuro radicato nella terra.

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