Barbera entra nella storia dei Sofy Awards: tre vittorie consecutive per un’azienda olearia italiana

Oleifici Barbera centra per il terzo anno consecutivo il Sofy Award, riconoscimento statunitense legato al mondo del food, e stabilisce un primato: è la prima azienda olearia italiana a vincere la statuetta per tre edizioni consecutive. La notizia conta perché sposta l’asticella del posizionamento internazionale dell’olio siciliano: non è un premio “una tantum”, ma una sequenza che consolida reputazione e continuità di prodotto. Il premio 2026 arriva con Kalat, etichetta nuova legata alla azienda agricola “Amore”.

Il premio e l’olio Kalat: come nasce la vittoria

Il riconoscimento è stato attribuito a Kalat, un olio extravergine IGP Sicilia e biologico. La produzione è indicata come edizione limitata, con bottiglie numerate. Nel commento diffuso dopo l’assegnazione, Manfredi Barbera lega il valore del premio soprattutto al fatto che la vittoria 2026 arrivi con questo prodotto e con il progetto agricolo più recente: «E’ un riconoscimento… ma soprattutto… abbiamo vinto con l’olio Kalat della nostra nuova azienda agricola Amore…». 

Il nome Kalat richiama l’arabo “Qalat” (“castello”), scelta che viene presentata come simbolo di tutela tra tradizione e innovazione.Sul contesto del premio, la definizione “Oscar del food” rimanda al circuito statunitense della Specialty Food Association di New York, che assegna i Sofy Awards nell’ambito della sua competizione per i prodotti specialty.

Implicazioni: un segnale forte, ma la sfida è la continuità industriale

Tre vittorie consecutive costruiscono un vantaggio evidente: nel mercato dei prodotti premium, la ripetizione del riconoscimento pesa quanto il singolo risultato. Ma il punto critico arriva dopo la notizia. La continuità va difesa su tre fronti: stabilità della filiera, qualità costante nel tempo e capacità di trasformare un premio in presenza commerciale e reputazionale duratura.

C’è anche un dato “di sistema”: il premio 2026 si appoggia a un prodotto descritto come IGP Sicilia e bio, e quindi a certificazioni e tracciabilità. È un terreno dove la competizione internazionale si gioca su controlli, standard e capacità di presidiare i mercati esteri senza scivolare nel racconto autocelebrativo.


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