Cook the Farm compie dieci anni e sceglie di festeggiare con un mese di iniziative “a casa”, nel cuore della Sicilia: un passaggio che fotografa la maturità di un progetto nato nel 2016 e diventato, nel tempo, un punto di incontro internazionale per chi studia il cibo come cultura, lavoro e sistema.
La novità non è solo l’anniversario. È la traiettoria: Cook the Farm non resta più confinato all’isola, ma usa la Sicilia come piattaforma di partenza per un modello replicabile altrove. Una scelta che intercetta un interesse crescente verso percorsi formativi esperienziali legati alle filiere, alle comunità e ai territori, ben oltre la dimensione “turistica” del cibo.
Un programma nato nel 2016 e diventato una rete internazionale
Cook the Farm è stato fondato nel 2016 da Fabrizia Lanza con un’impostazione precisa: leggere il cibo come esperienza quotidiana e come lente per capire tradizioni, paesaggi agricoli e trasformazioni economiche e sociali.
In dieci anni, Cook the Farm Sicily ha accolto 109 partecipanti provenienti da contesti e Paesi diversi. Il dato è rilevante perché racconta una capacità di attrazione stabile, non episodica, e segnala come la Sicilia continui a funzionare da laboratorio per chi cerca un rapporto più consapevole con la produzione e il consumo di cibo.
Il 2025 ha aperto una seconda fase: la prima edizione fuori dall’isola, in Sardegna, descritta come esperienza pilota. Il format verrà riproposto anche quest’anno in collaborazione con Sinnos Formaggi. la prossima tappa annunciata è la Scozia, con base al Galloway House Estate, e la disponibilità risulta già esaurita.
Cosa indica l’espansione e perché l’eredità conta ancora
L’allargamento a Sardegna e Scozia segnala un cambio di passo: Cook the Farm si propone come comunità itinerante capace di “leggere” i territori attraverso storie, sistemi e sapori locali, mantenendo un’identità comune pur cambiando contesto. In prospettiva, questo può rafforzare la visibilità internazionale dei luoghi ospitanti e consolidare un tipo di racconto del cibo più vicino alle filiere e alle pratiche, meno legato alla sola vetrina gastronomica.
Dentro questa evoluzione resta centrale l’eredità di Anna Tasca Lanza: nel 1989 aprì la sua casa per condividere e trasmettere tradizioni gastronomiche siciliane, impostando un’idea di ospitalità che unisce conoscenza, territorio e cura delle pratiche. Cook the Farm si presenta come prosecuzione di quello spirito, aggiornato al lessico di oggi: comunità, cambiamento, rapporto con la terra.

