Cantine Ermes allarga ancora la propria geografia produttiva e commerciale e mette un piede nel Lazio. La cooperativa nata in Sicilia ha siglato una partnership pluriennale con Gotto d’Oro, storica cantina cooperativa dei Castelli Romani, con l’obiettivo di valorizzare la produzione vitivinicola laziale e rafforzare sui mercati uno dei marchi simbolo della regione.
L’accordo porta a otto le regioni italiane nelle quali Cantine Ermes sarà presente con la vendemmia 2026, consolidando un modello di crescita che negli ultimi anni ha progressivamente superato i confini siciliani.
Produzione a Gotto d’Oro, sviluppo commerciale a Cantine Ermes
L’intesa definisce ruoli distinti. Gotto d’Oro continuerà a gestire tutte le attività produttive, dalla trasformazione delle uve fino all’imbottigliamento, mentre Cantine Ermes affiancherà la cooperativa laziale nei rapporti con i soci, acquisirà la licenza d’uso dei marchi e metterà a disposizione la propria struttura e il proprio know-how commerciale.
La partnership, secondo quanto comunicato dalle due cooperative, non avrà conseguenze sulla forza lavoro dello stabilimento di Marino.
Il primo effetto concreto dell’accordo arriverà già con la prossima vendemmia: da settembre inizieranno infatti i primi conferimenti nel Lazio nell’ambito del nuovo assetto.
«Cantine Ermes si caratterizza per la sua operatività multiregionale e per la propria vocazione a rappresentare l’Italia del vino», spiega Rosario Di Maria, presidente di Cantine Ermes. L’ingresso nel Lazio, aggiunge, rappresenta «un ulteriore passo nel percorso di crescita della cooperativa», che coinvolge oggi oltre 3 mila viticoltori ai quali si aggiungeranno i soci di Gotto d’Oro.
Un marchio con oltre ottant’anni di storia
Fondata nel 1945 da 41 viticoltori come Cantina Sociale Cooperativa di Marino, Gotto d’Oro rappresenta uno dei marchi storici del vino laziale, con una presenza profondamente legata alle denominazioni Marino, Castelli Romani e Frascati.
Il simbolo del tradizionale carretto del vino dell’Agro Romano accompagna il marchio fin dalle prime produzioni industriali e continua ancora oggi a comparire sulle etichette.
Nel 1989 la cooperativa venne riconosciuta dal ministero dell’Agricoltura come società cooperativa di interesse nazionale.
Per il presidente di Gotto d’Oro, Luca Del Gallo di Roccagiovine, l’accordo mette insieme «due realtà cooperative che condividono gli stessi valori: la centralità dei soci, la valorizzazione del territorio e la qualità».
L’obiettivo è utilizzare la dimensione e la capacità commerciale di Cantine Ermes per rafforzare un patrimonio produttivo che, secondo Del Gallo, ha ancora ampi margini di valorizzazione: «Il Lazio è una regione dove solo ora viene compreso pienamente il potenziale produttivo in termini di qualità da parte del mondo del vino».
Cantine Ermes verso una dimensione sempre più nazionale
Per Cantine Ermes l’operazione rappresenta un nuovo passaggio nella trasformazione da cooperativa siciliana a piattaforma vitivinicola multiregionale.
Nata nel 1998 a Santa Ninfa, nella Valle del Belìce, dall’iniziativa di nove viticoltori, oggi la cooperativa aggrega oltre 3 mila conferitori, circa 17 mila ettari di vigneto e 16 stabilimenti produttivi.
Numeri che ne fanno la prima cooperativa italiana di primo livello per superficie coltivata dai propri soci e per quantità di uva conferita durante la vendemmia.
L’accordo con Gotto d’Oro aggiunge adesso un tassello importante: non soltanto nuovi vigneti e nuovi conferitori, ma soprattutto un marchio storico e fortemente riconoscibile, attraverso il quale Cantine Ermes potrà misurare la propria capacità di valorizzare sui mercati identità territoriali diverse mantenendone autonomia produttiva e radicamento locale.
È probabilmente questa la parte più significativa dell’operazione: la crescita della cooperativa siciliana non passa attraverso la cancellazione dei marchi territoriali, ma attraverso la loro integrazione in una struttura commerciale più ampia. Un modello che, con l’ingresso nel Lazio, assume ormai una dimensione nazionale.

