Capramal, il salame di capra che racconta i Nebrodi

salame di capra

Nel cuore della Sicilia nord-orientale c’è un progetto che unisce storia, territorio e gusto: è il salame di capra messinese firmato da Antonino “Nino” Mallaci Bocchio, frutto di passione, memoria familiare e ricerca di eccellenza gastronomica.

Dalle radici contadine alla ricerca di un sapore autentico

Nino nasce in una famiglia di agricoltori e allevatori, dove fin da bambino il mondo della zootecnia è stato parte integrante della vita quotidiana. Tra i pascoli di Mistretta, Cerami e Agira, il giovane Mallaci trascorreva il tempo tra scuola e campagna, segnandosi nella memoria i profumi e i sapori dei salumi preparati in casa — in particolare quello di capra, un prodotto povero e genuino legato alle stagioni e alle risorse naturali.

Dopo il diploma di geometra, Nino sceglie la strada dell’azienda di famiglia, ampliando l’attività zootecnica. Ma il richiamo delle antiche tradizioni non lo abbandona: il sogno di riportare sulle tavole un salume di capra di qualità, che sappia raccontare il territorio, resta vivo.

Capramal: un progetto e un prodotto con una storia da raccontare

La svolta arriva con l’acquisto di un gregge di Capre Messinesi certificate, una razza autoctona dei Nebrodi e dei Peloritani, rinomata per la qualità del latte e delle carni. Nino capisce presto che per creare un salame davvero unico deve arricchire le sue competenze: va allora a frequentare un corso ad Alba, nel cuore della tradizione norcina italiana, punto di riferimento per la produzione di salumi di capra.

Dopo varie sperimentazioni nasce così il salame di capra messinese del progetto Capramal: un prodotto che coniuga tradizione e modernità, con un perfetto equilibrio tra consistenza, profumo e sapore.

Gusto, territorio e collaborazione enogastronomica

Il 18 settembre scorso a Santo Stefano di Camastra è stato presentato ufficialmente il progetto Capramal. L’evento, oltre a svelare il salame di capra al pubblico, ha celebrato il valore delle sinergie locali, coinvolgendo produttori come l’azienda Spina Santa di Nicosia con i suoi formaggi caprini e l’azienda Casaleni con le sue specialità gastronomiche.

È emerso così un modo nuovo di gustare il salame di capra: non solo da solo, ma accompagnato alla provola dolce, alla marmellata di fichi o ad altri prodotti tipici locali, esaltando al massimo la sua complessità aromatica.

Un assaggio “a occhi chiusi”

Secondo l’agronoma Serena Nigrelli, che ha seguito Nino nel percorso burocratico e tecnico, questo salame è un’esperienza sensoriale da vivere con calma: “va assaporato a occhi chiusi per cogliere le sensazioni uniche che riportano indietro nel tempo”, spiega, sottolineando come il prodotto non sia solo un salume ma un ponte tra passato e presente gastronomico.

Un valore per il territorio

Oggi il salame di capra messinese non è solo un prodotto artigianale di eccellenza: è simbolo di identità territoriale, di memoria culinaria e di innovazione gastronomica. Il sogno di Nino non è soltanto realizzare un salume, ma contribuire a ridare valore alle tradizioni alimentari locali e a trasformarle in proposte concrete per gli amanti del gusto e dei sapori autentici.


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