Città del Vaticano – La Sicilia, con la sua storia che profuma di zagara e tradizioni millenarie, entra nel cuore della cristianità con un dono che parla di fede, biodiversità ed economia del territorio: la manna delle Madonie. Il 21 novembre, in occasione della Giornata Mondiale dell’Albero, nei Giardini Vaticani sono stati piantati due frassini madoniti, Fraxinus ornus e Fraxinus angustifolia, gli alberi da cui nasce la “manna eletta”.
Un’essenza dolce e generosa, raccolta ancora oggi da anziani frassinicoltori di Castelbuono e Pollina con un metodo rimasto identico nei secoli: piccole incisioni nella corteccia, la linfa che cola al sole e si cristallizza in bastoncini candidi, i celebri “cannoli di manna”. Una filiera rara, a rischio estinzione, che unisce economia, biodiversità e cultura gastronomica.
Una dolcezza che parla di Bibbia e di identità
Il legame con la spiritualità è forte. «La manna biblica sfamò gli Israeliti nel deserto ed è simbolo del pane del cielo — ricorda padre Paolo Fiasconaro, promotore dell’iniziativa — oggi non scende più dal cielo ma germoglia dalla terra delle Madonie. Dio ha baciato questo lembo di Sicilia».
Una simbologia che non è solo teologica, ma anche agricola: la manna è infatti una risorsa sostenibile, preziosa per la biodiversità mediterranea.
A benedire i frassini è stato l’Arcivescovo Emilio Nappa, Segretario Generale del Governatorato Vaticano: «Piantare alberi significa custodire il creato. Lo è ancor di più quando raccontano tradizioni millenarie e richiamano la spiritualità», in linea con l’enciclica Laudato si’.
Il ruolo dei Fiasconaro: artigianalità e territorio come vocazione
L’iniziativa è stata possibile grazie all’azienda dolciaria Fiasconaro, simbolo dell’eccellenza siciliana nel mondo. La famiglia, da 75 anni, porta nelle sue produzioni l’identità delle Madonie, a partire dal primo panettone della storia dell’azienda, chiamato significativo “Mannetto”.
«La manna è la nostra linfa identitaria — spiega Nicola Fiasconaro — un dono raro che richiede mani esperte e tempi lenti. In pasticceria restituisce profumi puliti, dolcezza elegante e note floreali».
Una materia prima straordinaria che oggi arricchisce panettoni, colombe e creme, diventando ambasciatrice della Sicilia nel mondo.
Economia, botanica e comunità: il valore della filiera
L’iniziativa è stata accompagnata dall’intervento del prof. Rosario Schicchi, direttore dell’Orto Botanico di Palermo, che ha sottolineato come i frassini siano stati, nei secoli, una risorsa non solo dolciaria ma agricola, farmaceutica e persino artigianale.
A rappresentare il territorio anche i sindaci di Castelbuono, Pollina e Isnello, testimoni di una filiera che rischia di scomparire e che oggi trova nel gesto vaticano un simbolo di tutela, comunità e futuro economico.
Una degustazione come gesto di comunità
La cerimonia si è conclusa con un “convivium” dolciario firmato Fiasconaro, dedicato ai giardinieri vaticani. «Non era un menù, era un incontro tra comunità e territorio», ha spiegato Nicola Fiasconaro. Durante l’evento è stato annunciato anche un gesto di solidarietà: mille panettoncini saranno donati ai bambini dell’Ospedale Bambino Gesù.
Un messaggio che va oltre la gastronomia
I due frassini nei Giardini Vaticani non sono solo piante: rappresentano una promessa.
Sostenere chi custodisce questa filiera, valorizzare un’eccellenza identitaria, portare avanti un’agricoltura rispettosa delle mani e dei tempi della natura. La manna, “dolce degli angeli”, diventa così — da Castelbuono a San Pietro — simbolo di un’economia che non consuma, ma custodisce.
📌 Forchetta24 continuerà a seguire le storie della filiera della manna e delle eccellenze siciliane che raccontano il territorio con il linguaggio più universale di tutti: quello del gusto. 🍯🌿✝️
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